Boris si fa in 14
Mazinga Pocket
Bravo in modo assurdo
Esce un cofanetto dedicato a Ben Stiller: quattro film ad alto tasso di intelligente idiozia.
di Giuseppe Pastore
In questi tempi bui anche per il cinema comico americano, in cui due dei maggiori campioni d’incasso ai botteghini Usa sono incidentalmente - almeno per chi scrive - due degli attori più insopportabilmente insulsi della storia (Adam Sandler, l’Eddie Murphy bianco, ed Eddie Murphy, l’Adam Sandler nero), c’è una luce in fondo al tunnel: è un treno che sta per travolgerci, guidato da Ben Stiller. Il 17 marzo uscirà in Italia a cura di Paramount il primo cofanetto interamente dedicato all’attore newyorkese, che comprende Ti presento i miei (uscito nel 2000, con una scena candidata al titolo di sequenza più divertente del decennio: la partita di pallavolo in piscina), il sequel Mi presenti i tuoi? (2004), il delirante Zoolander (2001), del quale è non a caso anche regista, un film che tocca vette di sublime idiozia tali da rasentare il paradisiaco, come la sfida in passerella contro Owen Wilson, arbitrata da David Bowie; o le apparizioni del folle stilista Mugatu, interpretato dall’amicone Will Ferrell. Ultima pellicola del cofanetto è The Heartbreak Kid (2007), remake a cura dei fratelli Farrelly dell’omonima commedia di Neil Simon del 1972.
DEMENZIALE, MA SUL SERIO
Nella granitica certezza che il demenziale sia un genere assolutamente degno e meritevole di esistenza, Ben Stiller ne è oramai il profeta: a riprova che trattasi di un attore con i controattributi, provate a rimanere seri guardandolo in faccia in uno dei suoi interminabili silenzi imbarazzati.
E più non divaghiamo.

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