-24: Cogne, horror show (2002)
Cappa e spada
Il corteggiamento è ancora una sfida?
di Alessandro Cattelan
Qualche sera fa, ho partecipato ad un aperitivo misto. C’erano uomini e donne, accoppiati tra loro nella più completa gamma di combinazioni. Quando si ha a disposizione un così vasto range di umanità , sarebbe da stupidi rinchiudersi in discorsi settoriali che avrebbero ghettizzato questa o quella fazione. Aboliti il calcio, la birra, le scarpe, Sex and the City e i dischi di Madonna ci siamo comodamente distesi sul praticello verde dell’unico terreno comune in grado di ospitarci: la vita. Dopo sana chiacchiera, arriva la domanda che avrebbe potuto segnare la fine della discussione: arriva da Sara, 29 anni, single. “E poi dovete spiegarmi perché, nel 2010, se un ragazzo se le fa tutte è un figo e se invece lo fa una donna è una p…..a!â€. Ecco il punto di non ritorno, l’Armageddon della discussione. È una domanda trita e ritrita. È così punto e basta. Non nego che le nostre coscienze maschili ne sentano saltuariamente il peso, ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine pure noi. È un dato di fatto, radicato nella nostra cultura. “Guarda che è solo colpa vostra! Cioè, non è che vi potete lamentare, belle! Non ho capito… Siete voi che ve la tirate come foste Ambraâ€.
Da qui in poi esco dal virgolettato, e faccio un rapido riassunto. Il punto che Davide sosteneva con inaspettata lucidità è che le donne tendono a vivere l’eventuale rapporto con un uomo come fosse una sfida. Le donne danno per scontato che tu te la debba guadagnare, sudare, meritare. Devi superare una serie di arbitrarie prove che la convincano che sei tu, e nessun altro, il predestinato. Secondo il ragionamento di Davide, a questo punto, è normale che poi un uomo che riesce a fiaccare la resistenza non di una, ma di due, tre, dieci, cento mille signorine, venga da tutti eletto come punto di riferimento ed esempio da seguire. Per contro, non è mai l’uomo a tacciare di “puttanaggio†una donna libertina. Noi quelle, tendiamo a chiamarle “divina provvidenzaâ€. È la donna stessa a screditare una sua collega che, senza troppe pretese, si concede a svariati uomini additandola con lo stesso disgusto che prova il mio idraulico Mario nei confronti di un suo collega che ripara i tubi a solo dieci euro l’ora. È concorrenza sleale.

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