-18: Becks e i metromen (2004)
In poche parole: Sveltopedia
Wikipedia è roba vecchia: puoi cavartela in 140 caratteri…
di Gabriele Ferraresi
E’ uno dei fenomeni che hanno visto l’esplosione più rapida degli ultimi tempi, almeno per chi frequenta social network e dintorni. Sveltopedia: un’enciclopedia fatta di voci lunghe al massimo 140 caratteri, esattamente come un twit, o come un sms. Chiaramente le definizioni sono attendibili quanto “una Britannica scritta sotto LSD”, ma sono geniali: la mia preferita è senza dubbio “Editore: imprenditore che compra carta a un euro il chilo, la sporca di inchiostro e la rivende a 20 euro il chilo”. Giuseppe Genna, scrittore milanese – deus ex machina insieme Lorenzo Viscanti di Sveltopedia - ci risponde mentre una troupe di RaiTre sta per invadergli casa.
Raccontaci la genesi di questo delirio a metĂ tra twitter e un manabile scritto da Bartezzaghi sotto psicotropi.
Io e Lorenzo Viscanti (uno dei soci di mikamai, web agency a forte tendenza innovativa) eravamo stufi di non risolvere mai Il quesito della Susi, i tranelli dell’Impareggiabile Piero e tutta La Sfinge di Edipo, che vantano innumerevoli tentativi di innovazione. Siccome io e Lorenzo Viscanti siamo rispettivamente bravissimi in programmazione (io) e in filologia romanza (Viscanti), ci siamo detti: perché non partire da risoluzioni lessicali di enigmi? Perché non ridere liberamente e sguaiatamente? Perché consultare Franco Tatò per accedere alla Treccani? Allora abbiamo risposto con sveltopedia.com, uno strumento che è stato immediatamente utilizzato da più di diecimila redattori (evidentemente precarizzati dall’editoria italiana), che hanno sfoderato colpi di genio esilaranti. E’ di fatto la più ampia redazione italiana.
Si sono giĂ fatti vivi dei signori di una nota marca di detersivi per chiedervi del denaro?
Ne attendiamo la sponsorizzazione, prima di aprire Prestopedia.
Sveltopedia è esplosa in una maniera credo imprevedibile anche per voi che avete messo in piedi la baracca: prima Radio24, poi Repubblica, poi LeMonde. Siete un po’ come Obama con il Nobel per la Pace…
Dimentichi che ci hanno insignito, nel frattempo, quelli dell’Accademia dei Lincei, quelli del Comitato Olimpico e Sandro Bondi in persona con la Legion d’Onore (un battaglione di stanza nel deserto venuto a prenderci apposta).
Sfida: svelaci in 140 battute qualche dettaglio sui contributors che prendono parte al progetto, ma continuando a garantir loro l’anonimato!
La crème caramel della Rete, dell’editoria, del precariato intellettuale e no. La community 2.0, tranne gli scrittori, a cui non frega nulla
PiĂą o meno, quante definizioni vi arrivano al giorno? Quali sono le piĂą lette?
Ci sono picchi, l’andamento è vario, posso darti numeri generali: a oggi, dopo due settimane dalla messa on line (notorio rito digitale in cui non si capisce un’ostia), abbiamo ricevuto più di 5.000 voci. Le definizioni più lette riguardano Silvio Berlusconi, Patrizia D’Addario e, a sorpresa e surrealmente, quella riguardante i Cavalieri di Malta.
Su che cosa Sveltopedia è ancora debole? Dove devono andare a parare i novelli Devoto del cinguettìo sveltopediano?
Non abbiamo nulla da invidiare alla Treccani, poiché lì c’è Tatò. Non abbiamo nulla da invidiare a Wikipedia, poiché lì non si divertono come noi. Abbiamo molto da invidiare a un call center, struttura che ci servirebbe per l’inserimento delle voci in tempo reale (cioè monarchico). Detto ciò, è chiaro che al momento sveltopedia.com manca di aree tematiche e di voci fondamentali (per esempio, nessuno ha steso la definizione di “Canederlo”), ma confidiamo che velocemente vada completandosi questa ridanciana mappatura dell’immaginario collettivo. Sai, anche gli utenti nel loro piccolo si incazzano.
FATEVI UNA SVELTINA
http://www.sveltopedia.com

Commenti
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