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La chiesa della creativitĂ 
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La chiesa della creativitĂ 

Le idee anticonvenzionali della KesselsKramer, agenzia pubblicitaria anomala.

di Guido Mercati

Erik Kessels nasce nel ’66 a St. Lucas, Boxtel, Olanda. Trent’anni dopo fonda l’agenzia pubblicitaria indipendente KesselsKramer ad Amsterdam, diolobenedica. Nel frattempo aveva venduto il suo tempo e le sue idee a varie multinazionali, ovviamente incazzandosi quotidianamente.
Erik è un direttore creativo visionario e singolare: gli uffici della sua agenzia di pubblicità sono allocati nell’ameno spazio di una chiesa sconsacrata, con tanto di organo a canne, muri provvisori fatti di scatole di scarpe e 40 persone che creano idee ogni giorno, mettendo insieme la ricchezza delle loro 10 diverse nazionalità.Sopra ogni cosa però la filosofia della KesselsKramer: “ogni pezzo di comunicazione”, recita il secondo dogma di Kessels, “è un possibile strumento per un’idea”. Non ha senso restringere il campo ai media precotti di TV, stampa e radio quando puoi sperimentare in ogni ambito della creatività umana. Passare quindi da campagne fashion bizzarre come quelle realizzate per Trussardi, Absolut o J&B, a un documentario sulle due squadre di calcio peggiori al mondo, Buthan e Montserrat, in The Other Final è la prova che questi comandamenti funzionano. In particolare su Diesel il lavoro è stato vincente, quasi il matrimonio tra due strutture in grado di pensare allo stesso modo: poche persone geniali che ricordano agli altri come muovere le chiappe flaccide fuori dai loro grigi uffici. Save Yourself, Donald Diesel e Work Hard rimangono pietre miliari nella storia della pubblicità. Il culto dell’immagine è la chiave per accedere al mondo di Erik Kessels: da collezionista di fotografie ha pubblicato decine di libri, spesso realizzati con foto comprate nei mercatini delle pulci: famoso quello con una signora paralitica che si faceva sempre ritrarre all’interno di un taxi che la scorrazzava in giro per l’Europa. Ultima esperienza: visitare il sito http://www.kesselskramer.com: tasto refresh obbligatorio almeno una trentina di volte.
(Guido Mercati è un pubblicitario; .)

L’Ostello dell’Inferno

Come rendere un culto mondiale uno dei peggiori Ostelli di Amsterdam? L’Hans Brinker Budget Hotel è meta di giovani viaggiatori squattrinati ma dal 1996 con l’aiuto della creatività della KesselsKramer anche di masochisti che non possono fare a meno della totale mancanza di charme e comfort che offre la baracca in questione. L’approccio è stato quello di ingigantire, rendendoli seducenti e provocatori, i difetti del tugurio olandese con titoli come “Ora persino più merda di cane all’ingresso principale” o “Da oggi una porta in ogni stanza!”. I visual amateur style hanno fatto il resto: le facce del tipico avventore dell’Hans Brinker si riconoscono al check-out. Entri fresco come una rosa ed esci sderenato come dopo una battaglia in palude ad Hanoi: ma vuoi mettere quante storie puoi raccontare al ritorno?

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