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La guerra di Charlie
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La guerra di Charlie

L’ufficiale della marina statunitense e la sua guerra fredda. In dvd. Con la benedizione di Tom Hanks.

di Gabriele Ferraresi

Non mi è capitato molte volte nella vita di parlare con qualcuno che abbia visto la sua vita diventare un film, e che nello specifico sia stato interpretato da Tom Hanks. Andiamo con ordine: qualche mese fa esce un film, “La guerra di Charlie Wilsonâ€. Il regista è Mike Nichols – due titoli al volo: “Il Laureato†e “Closer†- nel cast compaiono anche Philip Seymour Hoffman, Julia Roberts e, come detto, Tom Hanks. Il film racconta il modo in cui gli Stati Uniti finanziarono la guerriglia afghana durante gli anni ottanta, allo scopo di respingere l’invasione sovietica. In sintesi, quello che dal 1980 al 1988 è stato il fronte caldo della guerra fredda. Messa così sembra semplice. Non lo è: perché chi s’immagina Charlie Wilson come un agguerrito teo-con in anticipo di una trentina d’anni sui tempi, si sbaglia di grosso. Wilson, nato in Texas, era – anzi, è - un democratico, un po’ idealista, un po’ una materializzazione del sogno americano, ma è soprattutto un ex Deputato del Congresso Americano. Uno che su Rolling Stone America è stato definito da Pete Travers “a boozing horn dog†senza che Travers sia finito in tribunale, almeno che io sappia. Traduzione: il film si apre con Charlie in una specie di Jacuzzi circondato da spogliarelliste-escort, a bere champagne. Il classico scenario in cui ci si immaginerebbe di trovare un deputato dell’Udc. Charlie Wilson è uno che per telefono, durante l’intervista, quando gli chiedo della campagna elettorale cui prese parte nel 1960 insieme a John Fitzgerald Kennedy, mi risponde senza esitazioni che Jfk all’epoca “was a really underdogâ€, a quei tempi non era nessuno. Poi è andata come è andata. Ecco una breve intervista a Charlie Wilson.

Hai deciso di impegnarti per finanziare la guerriglia afghana dopo un viaggio in cui visitasti il confine tra Pakistan e Afghanistan nel 1980, cosa ti ricordi di quel viaggio?
Mi ricordo i profughi, mi ricordo la gente che moriva di fame, i bambini ciechi o con le mani amputate. Mi ricordo anche che tutti chiedevano solo una cosa: armi con cui combattere i russi.

Una delle riflessioni finali del film è “we fucked up the endgameâ€. Cosa ci puoi dire a proposito?
Finanziando la guerriglia afghana eravamo riusciti a fare un miracolo. C’eravamo di mezzo noi, Israeliani, Egiziani, Pakistani, ma non siamo riusciti a mettere a segno il punto finale. E’ stato quello il mio più grande dispiacere. Noi americani siamo molto creativi, ma a volte anche miopi.

Il film è tratto dal libro di George Crile III Il nemico del mio nemico. Puoi raccontarmi qualcosa riguardo al tuo incontro con George?
George Crile III lavorava come producer e giornalista a “60 Minutesâ€, una trasmissione molto nota negli Stati Uniti, e mi aveva intervistato nel 1987, sempre riguardo alla guerra in Afghanistan. Da lì poi, una volta finita le ostilità, abbiamo deciso di scrivere il libro. Anni dopo Tom Hanks ha acquistato i diritti, e poi, è storia di questi mesi.

C’è una tua pagina su Wikipedia molto dettagliata che del tuo passato in Marina racconta: “Charlie Wilson ha ricevuto il secondo più alto numero di note di demerito nella storia dell’Accademiaâ€. Confermi?
Oh si, è stato un periodo meraviglioso quello dell’Accademia, mi ricordo che eravamo passati anche in Italia, da Salerno, da Amalfi.

Non che dopo le emozioni ti siano mancate, visto che hai preso parte alla campagna elettorale di un certo John Fitzgerald Kennedy. Cosa ricordi di quel periodo?
Kennedy a quel tempo non era ancora diventato Jfk, era ancora agli inizi della carriera. Ero molto impressionato da lui.
Finanziare guerriglieri afghani non è stata la tua unica attività; sei stato molto attivo sul fronte di Medicaid.
Ho sempre creduto in Medicaid – il sistema che negli USA garantisce assistenza sanitaria a chi vive sotto la soglia della povertà – e nella possibilità di un sistema sanitario “per tuttiâ€.

La guerra del mese

Un deputato interessato più a donne e whisky che alla politica, una donna intrigante che sa dosare con sapienza i tocchi di mascara, un agente dell’Fbi con tanta faccia tosta. Sono il trio vincente di La guerra di Charlie Wilson (composto da Tom Hanks, Julia Roberts e Philip Seymour Hoffman), personaggi capaci di minare una potenza mondiale come l’Urss fornendo un determinante contributo all’armata dei talebani per costringere così i russi a ritirarsi dall’Afghanistan. Una storia vera ambientata negli anni ‘80, quando la guerra fredda era un dato di fatto, diventata film per mano di Mike Nichols. Una commedia tratta dall’omonimo libro di George Crile, giocata sul filo dell’ironia e disseminata di battute fulminanti.
(k.e.)

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