One Republic - non solo Timbaland
La band americana che sta sbancando in tutto il mondo con il nuovo singolo “Stop and Stare” dopo i record di “Apologize” si rivela a Maxim. “Non è tutto merito di Timbaland se siamo qui”. E se si sono guadagnati il posto di headliner del prossimo Isle of Mtv di Malta il prossimo 25 giugno.
Di Carlo Croci
Sono una band ma si definiscono “una specie di repubblica della musica, dove tutti i membri hanno voce in capitolo e possono dire la loro democraticamente”, racconta il chitarrista del gruppo del Colorado, Zach Filkins. Loro sono i One Republic, il quintetto che in meno di 6 mesi è passato dal nulla al tutto. From zero to hero, per dirla all’inglese. Con Apologize stanno da mesi sbancando le classifiche di tutto il mondo (5 milioni di singoli venduti, una delle sole due canzone ad aver raggiunto il traguardo dei 3 milioni di download legali) e hanno recentemente raddoppiato la dose con il secondo singolo Stop and Stare . “Ci è sempre piaciuto il concetto di repubblica universale della speranza”. La speranza di diventare “qualcuno” nella musica ovviamente. Speranza trasformatasi in realtà grazie alla collaborazione con il produttore e hitmaker Timbaland (credits come Aaliyah, Ludacris, Nelly Furtado, Justin Timberlake, Madonna) nella loro prima hit dopo anni di sogni infranti. “L’incontro con Timba è stato un botta di fortuna nata dalla storica amicizia tra lui e Ryan. Noi altri eravamo suoi fan e al primo incontro per definire la cosa non eravamo molto lucidi…”.
NIENTE SCUSE
La lucidità poi è venuta fuori appieno nella versione pompata, grassa e hip hop oriented di Apologize contenuta anche nell’album del peso massimo dell’hop hop Shock Value. L’amicizia del leader del gruppo Ryan Tedder con quello che è dei più grandi Re Mida della black music risale addirittura al 1999: Ryan Tedder vince una talent show e si ritrova felice bersaglio delle chiamate-forchettate d’assaggio dei grossi nomi del music biz. Tra cui il lesto Timbaland. Detto fatto, l’ammirazione fa prendere la decisione giusta al ragazzo. Inizia a lavorare con lui, Tim Z. Mozley in qualità di producer e l’idillio prosegue per due anni. “Fino a quando capii che dovevamo andare ognuno per la propria strada. Non c’è stato nessun problema. Volevo semplicemente creare qualcosa di mio, mettere su mia band”.
TEDDER BEAR
Strano è che, anni dopo, il successo mondiale sia stato battezzato proprio dal vecchio amico e il suo super remix della canzone. Mai pensato che così sareste riconosciuti per qualcosa di molto diverso dalla loro musica, un pop rock più vicino a Maroon 5 e Police? “Sì, ci siamo domandati anche questo. La risposta è stata semplice: l’importante era dare un assaggio della nostra musica. Poco importava se rispecchiasse del tutto quello che siamo. Per questo stiamo facendo di tutto ora”, aggiunge il cantante della band, il biondino che ha già fatto saltare le coronarie a parecchie fanciulle e potrebbe tiene una specie di diario dei cuori infranti on the road: “non è vero, ho solo dichiarato che mi stupisce quante ragazze siano in delirio e sarebbe roba buona per uno studio”. Lui è non un novellino: anni di gavetta insieme ai soci della band e una robusta carriere come produttore artista che gli è valsa anche la nomination ad un Grammy Award sotto lo pseudonimo di Alias per il brano A Lively Mind del dj Paul Oakenfold. Erano anni diversi, dimenticati o da dimenticare. E di cui la band non parla volentieri.
UNA REPUBBLICA FONDATA SUL CALCIO
Meglio ricordare la repubblica nuova. Una repubblica fondata – strano ma vero – soprattutto sul calcio. “Si potrebbe dire questo in effetti. Tutti siamo appassionatissimo di soccer. Io e Ryan, il cantante, abbiamo giocato nella stessa squadra fin dall’high school a Los Angeles. Il calcio è stato il denominatore comune che ci ha fatti conoscere e ci ha tenuto legati. Solo poi è arrivata la musica”. E la cronologia degli eventi non sembra essere diversa dall’ordine delle prioritĂ per chitarrista: meglio conoscere Beckam e magari invitarlo a suonare a un nostro concerto rispetto a vincere il Grammy con il nostro album “Dreaming Out Loud”. Meglio evitare di pensare che probabilmente senza la seconda, non accadrĂ mai la prima. Per il momento è meglio concentrarsi sul tour estivo americano e la breve trasvolata che li porterĂ ad essere gli headliner del festival Isle of Mtv 2008 alle Floriana Granaries di Malta il prossimo 25 giugno, in cui si esibiranno di fronte a 40 mila persone.
I One Republic sono: Ryan Tedder (voce, chitarra, piano); Zach Filkins (chitarra, voce); Eddie Fisher (batteria); Brent Kutzle (basso, tastiere); Drew Brown (chitarra).

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