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Pianeta Leto
I 30 Seconds to Mars stravolgono con Echelon l’arte della comunicazione. Le prove, nel nuovo disco “This is War”.
di Alberto Motta
Questa è la vera storia di Jared Leto. Non quella di un attore incensato per l’interpretazione dell’eroinomane sottopeso che ruba il televisore alla madre in Requiem for a Dream, film di David Lynch. È la storia del cantante e chitarrista dei 30 Seconds to Mars, quel cantante/attore che rifiuta di recitare per Clint Eastwood per non trovarsi costretto a cancellare le date del tour Forever Night, Never Day e deludere i suoi fans. Tutto per i fans, certo. Perché la band di Los Angeles non solo si posiziona nel segmento musicale più modernista ormai da un decennio, è anche in prima linea nell’interscambio con una fan-base che ripaga gli sforzi dei fratelli Shannon e Jared Leto con una fedeltà non comune. A ben pensarci, questa non è la storia di Jared Leto, è la vera storia di Echelon, la comunità di amanti della musica emo che va dal Brasile al Giappone, accomunata dalla passione per il rock dei 30 Seconds to Mars.
ll legame tra la band e i suoi fans si fa ancor più saldo con questo terzo disco prodotto da Flood (già con U2, Depeche Mode, Nine Inch Nails) dal titolo This Is War. Anche nell’album, il vero protagonista è Echelon: in 9 summit - in Australia, Italia, Germania, Francia, Giappone, Messico, Regno Unito, Canada - organizzati dalla band, infatti, i fans hanno registrato diverse tracce del disco; inoltre la copertina del disco sarà prodotta in 2000 versioni differenti, ognuna con un volto di un fan scelto attraverso il contest Faces to Mars. Per concludere le recording session, i 30 Seconds to Mars hanno infine istituito il ‘digital summit’, in cui gli appartenenti a Echelon hanno twittato le loro voci, urla, canzoni, registrazioni, suoni e rumori che poi sono divenuti parte integrante delle canzoni di This is War. Il risultato è il modern rock più programmato nelle emittenti radiofoniche di tutto il mondo, una sorta di rinascita della fenice che furono gli U2 più aggressivi unita a una voce con un’estensione e una grinta non comuni. I riff stridenti di chitarra non potranno che deliziare Echelon e neofiti. Consigliato per chi già segue il solco tracciato dai Muse.
GUARDA LA CLIP DI “THIS IS WAR”

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