Santogold
“Non faccio R&B come molte altre ragazzine marroni”. La lingua al vetriolo appartiene a Santi White. In arte Santogold, la giovane nera di Philadelphia che sembra avere l’arma per scardinare il noioso mondo della musica alternativa. La pelliccia finta da battona del Bronx aiuta, ma per la signorina parla soprattutto un superdisco di meticciato tra i generi. Post punk, pop, esotismi alla M.I.A, e ammiccamenti al dub rendono il debutto omonimo un disco notevole. Come una Gwen Stefani immersa nella Londra dei Clash. Del resto, quel demonio dalla vista lunga di Mark Ronson, l’aveva già notata e voluta per ricantare Pretty Green dei Jam nel suo album botto del 2007 Version.
(c.c.)



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