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Soltanto un’altra scusa?
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Zoran Drvenkar racconta il vicolo cieco della violenza.

di Paolo Giovanazzi

Al Festival del cinema di Berlino, Sorry di Zoran Drvenkar è stato indicato fra i 12 migliori romanzi per una trasposizione sul grande schermo. Inoltre, lo spunto d’avvio è azzeccato e originale: 4 giovani, Kris, Wolf, Rauke e Tamara, che vivono in disastrose condizioni di precariato, s’inventano l’agenzia Sorry, che si occupa di chiedere scusa alle vittime di piccole crudeltà per conto di chi ha commesso la scorrettezza.

La storia prende una piega inquietante quando i protagonisti si trovano di fronte al cadavere martoriato di una donna, rimanendo incastrati in un gorgo di violenze e delitti terribili da cui sembra impossibile uscire. A fare la differenza è l’idea dell’agenzia, che distingue Sorry dalla folta schiera di ispettori di polizia e investigatori che di solito fanno la parte del leone. 

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