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Tatuare oggetti

Materiale di recupero e arte primitiva nei tatoo art di Phil Frost. La sorpresa? Non tatua vip ma oggetti.

di Carlo Croci

Tatuare persone? Roba vecchia.
Anni ’90. New York. Uno studente di arte si mette a ‘tatuare oggetti’, per dirla con le sue parole. Un pazzo? Un innovatore invece. Che ha in memoria una buona scorta di arte passata e primitiva e la riattualizza a suon di strada e mix tape di musica hip hop. È allora che Phil Frost elabora la sua arte e la rende riconoscibile fra le strade di New York ricoprendo muri e materiali di recupero - vecchie ante di porte, tavole e object trouvé - con una texture bianca che fonde insieme primitivismo australiano e hawaiiano, graffiti, street art e design grafico.

Visioni tribali

Un volume ora antologizza Frost ricostruendone la cifra grafica ricca di sigle, simboli e loghi stilizzati che conferiscono alle opere di questo artista autodidatta il carattere primordiale dei manufatti tribali. “Ogni individuo possiede una propria espressività primitiva”. E per questo Frost “tatua”. Tutto. Superfici e oggetti. Una vecchia mazza da baseball o la pelle di una ragazza. Dopo essersi abbondantemente esercitato in strada, guadagnandosi notorietà fra le comunità musicali e quelle di skateboarder, è emerso dal sottobosco grazie alla collettiva Beautiful Losers i suoi lavori hanno avuto modo di essere visti in tutto il mondo.

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