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-29:  Le ultime lire (2000)

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Il primo outing

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Un’Italia a due zeri
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In 100 volte Italia Paolo Madeddu, con Andrea Saronni, svela un secolo di storia azzurra fra aneddoti scomodi e retroscena da gossip.

intervista di Gabriele Ferraresi

DAI PAOLO, PARTIAMO. DICCELO FINTANTO CHE SIAMO ANCORA ALLE FASI INIZIALI DEI MONDIALI E LE VUVUZELAS NON CI HANNO ANCORA RIDOTTO ALLA SCHIZOFRENIA. SU SU SU, CHI LI VINCE? DICCI SU CHI PUNTARE TUTTO IL NOSTRO PRECARIO STIPENDIO, DICCI COME FARE A DIVENTARE COME BIFF NEL SECONDO EPISODIO DI RITORNO AL FUTURO. COPRICI DI SOLDI.
Io prima dei mondiali avrei puntato sull’Argentina, un po’ perché dopo di noi (1982) toccò a loro (1986) anche 24 anni fa, un po’ perché tutti gli interisti tifano Argentina e quest’anno qualunque cosa chiedano gli interisti succede: se chiedessero la fine della crisi e un boom economico per tutta la penisola, verrebbero accontentati, ma apparentemente non è una loro preoccupazione - di certo non lo è per Moratti e Tronchetti Provera. Ora però nonostante l’inizio travolgente non sono sicurissimo della vittoria finale di Diegone e dei suoi, perché il pallone da spiaggia che stanno usando in Sudafrica può punire chiunque, ad esempio la Spagna con un altro pallone avrebbe distrutto la Svizzera. Potrebbe vincere persino l’Italia. Oppure gli USA. O la Svizzera, appunto… Io punterei su un po’ di squadre di seconda fascia. Persino sul Paraguay, toh. Dopotutto nel 1992 chi avrebbe mai creduto alla Danimarca, o nel 2004 alla Grecia? O nel 2006 a una squadra con Toni e Gilardino centravanti?

TRE SORPRESE E TRE DELUSIONI DEI MONDIALI SUDAFRICANI?
Per me la delusione è non vedere i giocatori che tutti vogliamo vedere: Balotelli, Cassano, Totti, Pato, Cambiasso, persino quel cialtrone di Ronaldinho, o Adriano. Una delusione finora è anche il
calcio africano: come ha sottolineato giustamente il maestro Gianni Mura, anni fa erano sciagurati tatticamente ma divertentissimi e imprevedibili - il Camerun nel 1990 fece vittime eccellenti. Ora sono più accorti tatticamente - però, che palle!!! Sorprese, finora il calcio sudamericano. Uruguay, Cile, lo stesso Paraguay: non ti sbarazzi facilmente di questa gente. Boh, sarà che giocano nel loro emisfero…

IN 100 VOLTE ITALIA HAI RIPESCATO INSIEME AD ANDREA SARONNI I MOTIVI PER CUI OGNI QUATTRO ANNI UN PAESE CHE SI ODIA OLTRE CHE DA NORD A SUD, ANCHE DA REGIONE A REGIONE E DA FRAZIONE A FRAZIONE, SI UNISCE IN UNA GRANDE COMUNANZA PALLONARA. I TRE EPISODI CHE CITI NEL LIBRO CHE TI SEMBRANO PIU’ RAPPRESENTATIVI DELLA NOSTRA NAZIONALE?
Ci ha divertito molto scrivere il libro perché più che di gol e di partite, si parla di momenti, di flash, anzi di replay. Non sono tanto i gol, che entrano nella memoria, quanto i gesti: non Tardelli che
segna nel 1982, ma Tardelli che urla. Non un gol di Schillaci, ma i suoi occhi pallati. Non un gol di Vieri, ma la sua conferenza stampa “io sono più uomo di tutti voi messi assieme”. E quando si pensa a Baggio, non viene in mente un gol, ma un gol mancato (il rigore col Brasile) o il “questo è pazzo”, all’indirizzo di Sacchi. E poi lo sputo di Totti, i pali che aiutarono Toldo, oppure la monetina di Facchetti o la testata di quel tale, come si chiamava, quel francese…. Insomma, i gol ci sono ovviamente, ma credo che non siano quasi mai i gol a rimanere impressi. Il che volendo è un fatto interessante - bisognerebbe chiedere a uno psicanalista.

IL TUO PRIMO RICORDO DELLA NAZIONALE? NON BARARE SULL’ETA’: SO CHE NON PUO’ ESSERE ITALIA ‘90 O MESSICO ‘86!
Ah, bella domanda! E’ Italia-Haiti del 1974. Ricordo che vincemmo 3-1, e mi sembrò una buona cosa, non ero abbastanza grande da capire che dovevamo sotterrarli di gol perché loro erano il terzo mondo e noi eravamo NOI. Quindi il primo ricordo coincide anche con una polemica. Non che ci voglia molto.

LA GAZZETTA DI QUESTI GIORNI CI STA DELIZIANDO CON TITOLI ALL’ALTEZZA DELLA SITUAZIONE: UNA TUA PERSONALE TOP FIVE? VALE ANCHE IL CORRIERE DELLO SPORT.
Qui mi metterò nei guai dal punto di vista diplomatico, però le domande sono domande e bisogna rispondere… Sto ignorando il giornale colorato da quando, qualche tempo fa, si è accordato economicamente con una squadra milanese per parlarne bene, e magari tacere certe notizie un po’ controverse che la riguardano. Sbaglierò, ma credo che Candido Cannavò non ne sarebbe stato contento.

Commenti

Bubby
da Bubby il 27/04/2011

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